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Chi è il M° Roberto Fassi

20 giugno 2015 | Andrea Varisco

Chi è il M° Roberto Fassi

Chi è il M° Roberto Fassi

Pioniere delle Arti Marziali in Italia

Pioniere delle Arti Marziali in Italia

Inizia come praticante di Judo, sotto la guida del M° Koike nel Dojo Jigoro Kano di Milano dove conseguirà la cintura nera.

Nel 1963 frequenta a Parigi la palestra del M° Pleé dove inizia la pratica del Karate-Do anche sotto la guida del M° Chouk.

Nel 1965 apre un corso di Karate-Do presso il Dojo Jigoro Kano dove inizierà a storia del Karate-Do in Italia. Nello stesso anno chiede consiglio al M°Pleé per sapere come procedere per far venire nel nostro Paese un maestro giapponese; egli gli suggerisce di scrivere una lettera al maestro Nakayama, allora direttore tecnico della J.K.A. (Japan Karate Association). Avviene così che in Italia, tra i nominativi proposti dalla J.K.A, il M° Fassi deciderà di invitare l’allora ventottenne M°Hiroshi Shirai 3°Dan, seguito successivamente dal M° Miura e dal M°Sumi.

Negli anni Settanta conosce a New York il M°Tamano esperto di Kobudo (lo studio della pratica delle armi tradizionali e agricole) con il quale inizia la pratica e decide di invitarlo a Milano a tenere dei corsi.

Sono numerosi i suoi allievi che insegnano e praticano Kobudo.

Nel 1976 in Italia inizia una nuova rivoluzione: lo studio delle Arti Marziali cinesi.

Viene invitato a Milano il grande maestro Chang Dsu Yao, esperto di Kung Fu e Tai Chi Chuan che segnerà la grande diffusione di questi stili.

I primi allievi saranno il M° Roberto Fassi, la consorte Terry Santini, Ignazio. Cuturello, Alfredo. Santini, Roberto. Vedovati, Milla. Nizza, Giuseppe. Ghezzi, Salvatore. Macotta.

Il M° Fassi è stato il maestro di moltissimi praticanti di Karate, Kung Fu, Tai Chi Chuan, e Kobudo che continuano a tutt’oggi a trasmettere i suoi insegnamenti.

Fu il M° Corbella a presentarmi il M° Roberto Fassi nel 1965 nel Dojo Jigoro Kano di Milano, mitico per l’insegnamento dello Judo,e dove da poco il maestro, allora cintura marrone, teneva un corso di Karate-Do a una trentina di allievi.

Le lezioni erano durissime, tanto che il titolare del Dojo gli diceva continuamente: “Guarda che vanno tutti via!”

Esse consistevano nel fare un’ora di oi-zuki, un’ora di mae-geri o un’ora di kiba-dachi e così via, ma lo spirito che infondeva il maestro era alto, il confronto con il proprio limite personale era continuo, non bisognava cedere alla stanchezza, il compagno al tuo fianco, con la sua determinazione, ti imponeva di resistere: questo era ciò che ci si comunicava reciprocamente, questa era l’atmosfera che si viveva: “Non cedere a nessun costo”.

La sensazione era quella di un unico corpo che doveva andare avanti, avanti.

Il maestro non dava molta confidenza, anche per il suo personale carattere, egli era essenziale.

Raccontava della propria esperienza, sempre con entusiasmo, alla ricerca della storia e delle origini profonde delle Arti Marziali.

Dava motivazioni nella pratica facendo intravedere un traguardo, raggiungibile e contemporaneamente irraggiungibile, per il limite della durata terrena dell’esperienza, ma una meta da intravedere a cui tendere.

Un giorno invitò me e il M° Corbella a casa sua, poco lontana dal Dojo; e ,per la prima volta, vedemmo dei filmati di kata con i maestri Kase, Shirai, Enoeda e alla fine della serata ci propose di aprire un Dojo; nacque così lo Sport Center-Karate Club Milano.

Fu in quell ’occasione che conobbi la moglie del maestro, Terry Santini, statunitense di origine italiana, che lo ha amorosamente accompagnato per tutta la sua vita ed è stata compagna premurosa ed attenta ad ogni sua necessità durante gli anni della sua malattia.

Ero ancora cintura marrone quando, dopo un allenamento, con mio grande piacere il maestro mi disse: “È ora che tu venga a lezione dal M°Shirai”.

Iniziò una nuova storia ed un nuovo percorso che porto nel cuore e tante sono le cose da ricordare.

In quel tempo il martedì e il venerdì, con il M° Shirai ci allenavamo in cinque: M° Fassi, Corbella, Sudati, Morelli, Vedovati.

Il M° Fassi non era solamente un praticante di Karate ma anche un uomo dai valori profondi. In India, nella regione del Gujart a Mehsana, contribuì a fondare una scuola per bambini Adivasi (intoccabili) nella missione dei Gesuiti guidata dal vescovo Fernandez, dove ha personalmente tenuto delle lezioni.

Nonostante mi fossi allontanato da Milano per diversi anni, mantenemmo sempre un legame.

Egli era un convinto credente, studioso dei Vangeli e come in altre occasioni mi volle coinvolgere prima nel farmi leggere i suoi scritti e poi mi propose di frequentare con lui la lettura e i commenti dei Vangeli condotta dal gesuita padre Fausti e successivamente a degli incontri di meditazione cristiana tenuti da padre Magni presso la chiesa S. Fedele di Milano.

L’amicizia con il maestro divenne sempre più profonda e confidenzialmente rispettosa.

Era bello confrontarsi con lui sui temi dell’esistenza, del vivere, del credere e delle Arti Marziali. Egli esprimeva dubbi e certezze sempre con il desiderio di ricerca nel profondo dell’anima.

Questo era il maestro Fassi: un Cristiano alla ricerca di sé e della Verità nella Fede, anche attraverso il Karate-Do e le Arti Marziali, nell’unione del corpo e dello spirito.

Sarò sempre riconoscente al maestro per tutto ciò che mi ha insegnato e per le occasioni di crescita che mi ha offerto.

Il M° Fassi nacque a Roma il 29 gennaio 1935, è deceduto a Varese il 12 marzo 2014

Buon viaggio maestro

Che il cielo ti accolga

M°Roberto Vedovati

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